Lettere all’Orso

Giorno 2 – Venerdì 25 Luglio 2025 5°C, nuvole basse e nebbia


Caro Orso,

Stamattina mi sono svegliata con una bella sorpresa qua fuori dalla finestra della mia camera della Stazione Dirigibile Italia: è venuta a trovarci una renna (Rangifer tarandus platyrhynchus), o meglio, è venuta a trovare i licheni che crescono qua dietro, ma facciamo finta che sia venuta per noi, perché la visione antropocentrica del mondo non ci abbandona mai e ci fa sentire speciali. Comunque, queste povere renne, oltre ad essere piccole e grasse (come adattamento al freddo artico), sono anche evolutivamente sfigate e vittime di una morte non molto felice: i loro denti si consumano molto velocemente a causa di una dieta povera e abrasiva, portandole solitamente a malnutrizione e morte per fame. Vabbè insomma, diciamo che, se mai dovessi rinascere in un’altra vita, caro Orso, mi auguro di rinascere come te, solitario, temuto e venerato, e non come renna delle Svalbard, compassionevole, debole e con i dolori ai denti.

Dopo aver mangiato e mille preparativi, neanche andassimo su Marte, ci siamo recati vicino all’aeroporto di Ny-Ålesund per svolgere i primi campionamenti. Lo scopo? Cercare di capire se questa tundra ci sta ancora
facendo il favore di assorbire CO₂ oppure ha deciso che ne ha abbastanza e ha iniziato a restituircela indietro, con gli interessi. Bè avrebbe sicuramente i suoi motivi per farlo. Noi probabilmente ce lo meritiamo, tu e il tuo regno un po’ meno. In ogni caso, per fare ciò, usiamo una camera trasparente che si appoggia sul suolo: quando è esposta alla luce misura quanta CO₂ viene assorbita dalle piante (fotosintesi), mentre coprendola con un telo scuro misuriamo quanta ne viene rilasciata dal suolo (respirazione). Una specie di confessionale climatico, insomma: racconta se la tundra è ancora un bravo “carbon sink” o se ha deciso di passare al lato oscuro e contribuire al riscaldamento globale.


Tutto questo sempre per il fatto che, in realtà a noi frega solo di noi stessi, e tu, caro Orso, mi dispiace dirtelo, ma sei importante solo quando si tratta di vendere souvenir e alimentare il nostro consumismo, oppure quando in ballo c’è la nostra di vita. E intanto la tundra decide di riprendersi la sua rivincita e, riscaldandosi 4 volte tanto più velocemente rispetto al resto del mondo, ci prepara una bella sorpresa. Di quelle che non fanno ridere.

Ah, a proposito, a un certo punto mi sono anche illusa di averti visto! Ma era un falso allarme, probabilmente un pezzo di ghiaccio o neve ai piedi della montagna. In compenso abbiamo visto una foca, con l’aiuto del binocolo: molto meno inquietante, molto più fotogenica. Dai non prendertela, colpa tua che non sei molto amichevole. Un bel corso base di relazioni pubbliche e cooperazione, magari con le oche monogame, ti farebbe comodo.

Tua (solo come amica e non come spuntino, mi raccomando),

Sara


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *