Il 2 febbraio si festeggerà la Giornata Mondiale delle Zone Umide 2026. Il tema di quest’anno riguarda le “zone umide e le conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale”, ossia la profonda connessione tra le zone umide, le culture e i saperi locali, un modo per mettere a fuoco e preservare gli ecosistemi e l’identità culturale.
Una zona umida può essere di acqua salata o dolce, costiera o interna, naturale o antropizzata.
L’Umbria è ricca di zone umide d’acqua dolce, fiumi, laghi, stagni, paludi, pantani, addirittura milioni di anni fa, questa regione era proprio un lago (Lago Tiberino). Quando le acque si sono ritirate, hanno lasciato un’immensa zona umida e la sua traccia, nel tempo, si è ritrovata ad esempio nei numerosi toponimi collegati all’acqua e alle zone umide.
L’Associazione parteciperà alla Giornata, in collaborazione con l’Ecomuseo del Tevere, domenica 1 febbraio, con ritrovo alle 9:30 presso il parco di Ponte Valleceppi. La passeggiata guidata lungo il Sentiero dei Raccoglitori di Legna, sarà arricchita dalla visita del Centro di Documentazione dell’Ecomuseo del Tevere di Pretola (Pg) dove si potranno conoscere alcune storie che riguardano il territorio e il suo fiume.
L’idea di aderire a questa iniziativa globale, nasce dal desiderio di fare rete e sostenere iniziative volte alla sensibilizzazione e alla salvaguardia del territorio e dell’ambiente attraverso una corresponsabilità collettiva e sostenibile, così come l’idea di celebrare il fiume Tevere, zona umida per eccellenza, ci è sembrata appropriata: fin da tempi antichissimi, il suo fluire è legato in molteplici aspetti ai territori che lambisce.
Ogni paese, città, campagna che si affaccia sul Fiume, rende testimonianze vitali di culti antichi, luoghi di spiritualità, forme dialettali, tradizioni culinarie, usanze sociali, memorie inscindibili dal legame e dalla presenza del Tevere nella propria storia.
“L’ecomuseo del Tevere … è un vero e proprio progetto di sviluppo socio culturale, economico e turistico, teso a realizzare un dinamico laboratorio territoriale …Particolare rilevanza assumeranno quindi le tradizioni, i vecchi mestieri … il patrimonio storico, artistico e monumentale … il patrimonio paesaggistico che fa da scenario al fiume Tevere”
“Le zone umide sono ecosistemi vitali che alimentano una ricca biodiversità e sono culla di un patrimonio culturale e di tradizioni vitali, specialmente per le popolazioni indigene ma anche per le comunità locali”
Per approfondire:
G. Romani, G. Vinti “Storie lunghe un fiume, memorie e racconti del Tevere” – Ali&no editrice
Agenzia di Promozione Turistica dell’Umbria – “Tevere un fiume di storia, Mappa dei percorsi in bicicletta e a piedi” viaggio attraverso la Toscana e l’Umbria


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